AI e Industria 4.0

Industria 4.0: Usare l’Intelligenza Artificiale per migliorare l’interazione con la macchina

La quarta Rivoluzione Industriale è stata “ufficialmente” riconosciuta ed etichettata (Fiera di Hannover nel 2011 – Germania): Industria 4.0.

Macchine sempre più connesse ad Internet (IoT) e Big Data sono i protagonisti di questo “upgrade” dell’Industria che non riguarda solo l’Industria Manifatturiera, ma che porta sul mercato nuovi attori (come Microsoft, IBM e Sap) a competere con aziende storiche come General Electric.

Un cambio di paradigma, quindi, che coinvolge diversi settori e diversi attori.

Una Grande Opportunità.

Il valore dell’internet applicato ai processi produttivi supererà gli 11 miliardi di dollari nel 2025, più del doppio del valore dell’e-commerce. Per la società di consulenza Roland Berger lo “Smart Manufacturing” genererà in Europa un fatturato di 500 miliardi di euro e 6 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

L’Industria 4.0 è indubbiamente una grande opportunità. Macchine più connesse e monitoraggio dei processi industriali generano una moltitudine di informazioni che vanno raccolte e processate, aggregate, interpretate ed infine consultate. Tutto questo deve generare decisioni migliori, ottimizzazione dei processi, riduzione dei costi, aumento della sicurezza, ecc…

Tantissimi dati, quindi. Ma non ci troveremo solamente a dover gestire tantissime informazioni eterogenee, avremo anche tantissimi sistemi più o meno standard con interfacce utente altrettanto differenti. Ed ecco nascere i primi problemi di “comunicazione” tra macchine (machine-to-machine), ma soprattutto tra macchine e addetti al monitoraggio dei processi che si troveranno a dover gestire sistemi differenti e poco integrati tra loro (business intelligence, sistemi monitoraggio impianti, performance produttive, prevenzione rischi, ecc..).

“Parlare” con le macchine.

L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale può aiutarci non solo nell’interpretazione dei dati, ma anche nell’interfacciarci con questi in modo molto più rapido ed assolutamente semplice.

Benché NLP (Natural Language Processing) e NLU (Natural Language Understanding) non siano ancora in grado di produrre una vera e propria conversazione che soddisfi al 100% le aspettative di noi esseri umani, possono però generare sistemi in grado di riconoscere l’intento e di identificare allo stesso tempo la risposta più adatta all’interno di un database di conoscenza.

In termini pratici, tradotto in UX (User Experience), l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale applicata al riconoscimento del linguaggio naturale è in grado di trasformare l’atto di cercare una determinata informazione (o la voce di menù che potrebbe avvicinarmi a quell’informazione) in un’ “esperienza conversazionale” che si potrebbe risolvere in una richiesta del tipo: “mostrami l’andamento produttivo di oggi”.

Non male, giusto? Sicuramente più semplice ed immediato che “scartabellare” tra decine di voci di menù più o meno criptiche tipiche di tanti sistemi gestionali. Per non parlare della formazione degli operatori “zero friction”, che permette il grande lusso di non soffrire il turnover.

Il nostro assistente virtuale, anche in chat.

Negli ultimi 18 mesi ho lavorato molto su questi concetti, sul riuscire a ridurre al minimo il tempo di utilizzo di un sistema da parte degli operatori. L’interfaccia utente, che sia web, proprietaria sotto forma di applicazione desktop o mobile, richiede sempre un certo sforzo formativo per essere appresa a fondo. Per non parlare del rilascio di nuove versioni, traumatiche sia per noi sviluppatori che per i nostri utenti (ho assistito a crisi isteriche di operatori posti difronte ad un nuovo menù).

Qual’è lo strumento che oggi tutti conosciamo alla perfezione, con cui siamo in grado di inviare documenti, foto, video e posizione a chiunque sia presente nella nostra rubrica? E’ la CHAT: WhatsApp, Messenger, Telegram, ecc… Qualcuno di noi ha mai fatto un corso per imparare ad utilizzare WhatsApp?

Perché allora non pensare di poter chattare con i propri sistemi robotizzati? Perché non chiedere direttamente al sistema le informazioni che ci servono? E perché non aspettarsi che sia il sistema a contattarci in chat con una notifica in caso di anomalia, malfunzionamento o anche solo per farci sapere che sta andando tutto bene e siamo nei tempi di consegna previsti per tutti gli ordini il lavorazione?

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