Api-cultura e innovazione per le PMI

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Web 2.0 * Impresa / Percezione del Pericolo = Impresa 2.0.

Questa è una formula per il cambiamento, “la formula del 2.0”. Ma come tutti i cambiamenti comporta dei rischi.
Creatività, innovazione e rischio sono gli ingredienti del cambiamento.
La formula del cambiamento (da Impresa 1.0 a Impresa 2.0) può essere espressa anche così:
( (Internet + Persone + Collaborazione + Creatività) * Impresa) / Percez. Pericolo = Impresa 2.0.

L’innovazione presuppone sempre che vengano affrontati dei rischi, e comporta spesso un cambiamento. Quindi, per innovare occorre affrontare dei rischi ed essere poi in grado di gestire il cambiamento.
La propensione a rischiare cala, quanto piu’ cresce la percezione del pericolo (rischio inteso in termini negativi e pessimistici).
Il passaggio al web 2.0 da parte di un’impresa, secondo “La formula del 2.0“, non funziona se la propensione al rischio  (sia in termini economici di investimento su nuovi progetti, che in termini di coraggio creativo) è pari o vicina allo zero, cioè se la percezione del pericolo è molto elevata.
Capire quale sia la nostra propensione al rischio è molto semplice, basta pensare al concetto di rischio e focalizzare quello che la nostra mente ci suggerisce.
Se associamo il rischio al pericolo, al disagio, al danno, anzichè all’opportunità di miglioramento, allora la nostra propensione al rischio è molto bassa (e probabilmente anche quella al cambiamento).

In genere il rischio viene associato al pericolo quando manca la conoscenza del contesto in cui ci si stà muovendo. Per esempio tendiamo a considerare molto rischioso (pericoloso) muoverci al buio in un ambiente sconosciuto, mentre lo facciamo tranquillamente nel salotto di casa nostra o in camera da letto.
Se non conosciamo l’ambiente che ci circonda tendiamo a muoverci con maggior prudenza.

La PMI ed il “problema” Internet.

Quando gli imprenditori non conoscono bene i meccanismi che regolano un fenomeno, in genere tendono a limitare i rischi che ne derivano attuando procedure di controllo solitamente rigide e vincolanti. Nel caso di internet ci si muove con atteggiamenti molto prudenti e solitamente limitandone l’utilizzo e la diffusione in azienda.
I rischi ed i problemi percepiti sono tra i piu’ disparati e di diversa natura e vanno dalla sicurezza dei sistemi alla riservatezza delle informazioni, passando per la produttività degli impiegati.

Fino ad ora queste politiche di “arginamento” hanno contribuito a contenere l’utilizzo di internet (navigazione in genere) e dei social media all’interno delle imprese. Tuttavia le nuove tecnologie mobili (smartphone e palmari) stanno contribuendo a portare il web 2.0 accanto ad ognuno dei nostri impiegati.
Se prima internet era un problema difficilmente controllabile, oggi per molti stà diventando un  vero e proprio tsunami del tutto inarginabile.

Internet non è un problema, ma un’opportunità.

Nel post precedente “Le imprese possono ingnorare Facebook?” ho cercato di mettere in evidenza come oggi molte imprese stiano letteralmente “subendo internet“, facendosi cogliere del tutto impreparate dal fenomeno del web 2.0.
Nel web 2.0 non c’è uno che pensa ed altri che eseguono, è tutto frutto di collaborazione. Blog, Forum, Social Networks, Wiki e Social Tagging si fondono in un milione di intrecci resi possibile da Feed RSS e servizi di Mesh-up che approdano sui nostri Desktop, Telefoni Cellulari, Laptop, Consolle (XBox, Wii, PS3, PSP, NDSi, ecc..), iBox e TV.

Ciò che oggi manca alle imprese italiane, ma soprattutto alle PMI, è “un’alfabetizzazione” del Web 2.0, una cultura di base che porti le conoscenze degli strumenti e delle dinamiche che rendono possibile il fenomeno sempre piu’ crescente dei social media, all’interno dei muri aziendali.
Solo investendo tempo nella formazione, le imprese possono  ridimensionare la percezione del pericolo ed affrontare con profitto progetti legati al nuovo web.
In questo modo sarà chiaro a molti piu’ imprenditori quanto internet sia in realtà una grande opportunità per la propria impresa e di come il rischio possa essere visto come possibilità e non come limitazione.

E’ il  momento giusto per rischiare di innovare.

C’è crisi? Sì, è innegabile. Ma piu’ della crisi economica dei mercati, può la crisi dei modelli di business. L’internet delle cose, che non necessita piu’ del controllo umano, le informazioni che viaggiano senza limiti di spazio e tempo, hanno cambiato  il nostro modo di vivere.
Sempre piu’ oggetti comunicano tra loro (P2P, RFID, Domotica, ecc..) e sempre piu’ persone comunicano con gli oggetti. Tutto sembra tendere ad una globalizzazione che coinvolge il contesto economico, sociale, politico e tecnologico dell’intero pianeta e che per molti versi lega il destino di molti popoli e molti mercati.

Cercate per questa crisi la spiegazione che preferite, ma il risultato non cambia. Il fatto è che qualcosa stà mutando ed il cambiamento è inevitabile e incontrollabile.
Un nuovo paradigma che scavalca ogni controllo e rivoluziona le regole del gioco.
Come in tutte le rivoluzioni si chiudono delle porte e se ne aprono delle altre. Il Web 1.0 ha lasciato il posto al Web 2.0, così come l’individualismo stà cedendo il passo ad una nuova forma di collaborazione e partecipazione.

Stà a noi decidere se cercare nuove opportunità nel cambiamento, oppure aspettare e sperare che tutto torni come prima.
A voi decidere se schierarvi con chi tenta di opporsi al P2P o con chi cerca nuovi modi per rendere redditizio il lavoro degli artisti.
Internet è una grande opportunità, basta conoscerlo un po’ meglio ed inaspettatamente  si scopriranno nuovi modelli di business.
Innovare non vuol dire solo inventare nuovi prodotti, ma anche scoprire nuovi mercati o nuovi modelli di business.
Pensate per esempio all’Open Source, al Crowdsourcing o al Craftivism e provate ad immaginare come questi nuovi paradigmi possano rivoluzionare il vostro business.
Ecco, state iniziando ad innovare. E credo questo sia proprio il momento giusto per farlo.

Vedi anche:

Da non perdere:

Formazione:

  • Smartfeeling.org si stà prodigando per riuscire a portare formazione gratuita sul web 2.0 in tutte le imprese del territorio. Ancora non sappiamo come, ma siamo certi di poterlo fare e lo faremo con gli stessi strumenti che il web 2.0 ci mette a disposizione.
    Se siete interessati al programma, a partecipare ai corsi o volete contribuire in qualche modo, non esitate a contattare l’autore di questo blog.

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