Buone Feste… Startup

E’ scontato, a fine anno, ribadire che il tempo passa in fretta.

Ma, wow, è volato.
Sarà che abbiamo la mente proiettata al trimestre successivo, che si vive per smarcare i task uno dopo l’altro come fossero una nuova misura del tempo fatta di obiettivi raggiunti e non di secondi o minuti, saranno tante cose, ma quest’anno ragazzi miei è volato.

Cosa è successo

Sono successe tante cose, in modo confuso e a volte inaspettato, con una cadenza temporale che definirei “strana”.
Tu punti ad un obiettivo, ti sforzi e protendi ogni tua cellula e neurone verso questo obiettivo e ti rendi conto che più ti protendi e più questo si allontana. Ma contemporaneamente raccogli altri frutti, raggiungi altre mete a cui non stavi puntando e che comunque in qualche modo ti aiutano ad andare avanti, a ridefinire il tuo progetto e a crescere.

Quest’anno è successo che abbiamo capito alcuni errori e siamo riusciti a migliorarci.

E’ successo che gli obiettivi iniziali sono ancora lontani dall’essere raggiunti, ma che ne abbiamo colti altri altrettanto importanti.

E’ successo che abbiamo maturato nuove idee e ridefinito il percorso che vogliamo compiere nel 2016.

E’ successo che abbiamo conosciuto tanti italiani eccezionali, persone che investono in questo paese nonostante questo paese e che ci hanno fatto maturare nell’anima un pizzico di orgoglio italiano in più.

E’ successo che altre persone ci abbiano delusi o traditi, che qualcuno abbia cercato di sfruttare le nostre debolezze a proprio vantaggio e che in questo modo ci abbiano aiutato a maturare e a prendere consapevolezza maggiore dei rischi.

E’ successo che siamo cresciuti e ci siamo irrobustiti, e che se ancora stiamo “navigando sul coccodrillo” almeno oggi ne siamo consapevoli e lo facciamo in simbiosi con lui.

Le cose importanti che ho capito

Ho rafforzato la presa di coscienza che prima di tutto ci sono le persone. La squadra, il team, il gruppo: questa è la cosa più importante.

Ho capito che quello che scaturisce dal confronto con gli altri è molto di più di quello che possiamo fare come singoli individui.

Ho capito il significato profondo di resilienza.

Ho capito che la disciplina, il metodo e la costanza sono il nocciolo su cui costruire i propri progetti ed i valori sui cui posare le fondamenta del proprio team.

Ho capito che devo circondarmi di persone che condividono la mia passione e il mio desiderio di innovare.

Ho capito che la collaborazione e la condivisione sono le scintille dell’innovazione.

Ho capito che in Italia dobbiamo farcela da soli e che la Silicon Valley è lontana anni luce dal nostro ecosistema.

Ho capito che devo avere passaporto e valigia sempre pronti perché non è detto che il treno giusto passi nella stazione della propria città.

E poi ho capito che Babbo Natale non esiste, ma il coccodrillo di Capitan Uncino sì.

Ma la cosa più importante che ho capito è che quel gorgoglio che le startup sentono non è dovuto ai morsi della fame (stay hungry, stay foolish) come vorrebbero farci credere i coccodrilli su cui navighiamo.

Vai coccodrillo, nuota più in fretta perché la fuori da qualche parte c’è la mia Isola Che Non C’è.

buone_feste

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