Credo sia proprio la domanda da un milione di dollari.

Se state cercando la risposta su google, allora avrete usato le parola chiave ‘SEO’, ‘google’, ‘indicizzazione’, ‘tips’, ecc..

Ed ecco che vi ritrovate a sfogliare piu’ di un milione di risultati.
Leggeteli pure, e vi renderete conto che è un vero labirinto di trucchi ed accorgimenti di ogni tipo.
Si spazia dai consigli su come scegliere le key-words (parole chiave), al come agganciarle ai links e ai contenuti, al come evitare lo spamming, o a quanto sia importante includerle nel titolo della pagina (ma evitate titoli oltre i 255 caratteri ;)).

Si tratta di tecniche “SEO 1.0”, ovviamente necessarie.
Talmente necessarie, che ormai le adottano tutti. E secondo voi, se tutti adottano questi accorgimenti, quanto sono ancora efficaci?
Apro una piccola parentesi per gli utenti Joomla: leggete questo post su come ottimizzare le pagine del vostro portale.

Detto questo, ne approfitto per introdurre una nuova parola chiave che spero utilizzerete da qui a cinque minuti per una nuova ricerca su google: “SEO 2.0“.
Fate questa prova:
– A) Cercate prima seo -“seo 2.0” (tutto il testo in grassetto e apici compresi)
– B) Cercate ora “seo 2.0” (apici compresi)
Noterete che la ricerca A ha prodotto circa 174.000.000 di risultati, mentre la B solo 63.000 (piu’ o meno, i valori possono cambiare nel tempo ed in funzione della zona geografica).

Questi valori ci comunicano che il termine “SEO 2.0” è molto meno popolare del termine “SEO”. Ne consegue che “SEO 2.0” è un concetto relativamente nuovo (vedrete che tra pochi mesi le cose cambieranno).
Ma perchè è nata l’esigenza di “evolvere” il SEO?
La risposta è semplicissima: perchè i motori di ricerca hanno migliorato i loro algortimi per poter fornire ai lori clienti (coloro che effettuano le ricerche) i migliori risultati possibili (cioè quelli piu’ attinenti alle parole chiave).

Web 2.0, Enterprise 2.0, SEO 2.0: che confusione!?
Macchè, questa volta non è colpa del marketing 😉
Nessuno stà cercando di venderci nulla di trito e ritrito, vestendolo con termini nuovi.
Non si tratta di mode, ma di cambiamenti radicali che stanno avvenendo (in realtà sono già avvenuti) “in” internet e “con” internet.
Tutto gira intorno agli UTENTI (Web 2.0, Enterprise 2.0) ed ai CONTENUTI (SEO 2.0), e non piu’ intorno alle istituzioni aziendali (Web 1.0) ed agli accorgimenti sintattici e strutturali delle pagine HTML (SEO).

Ma non voglio annoiarvi troppo con la solita storia del cambiamento, e che il vostro sito non è piu’ efficace come prima (se prima lo era), e che oggi sono gli utenti a gestire la comunicazione su internet, e che il Web 3.0 estrometterà chi non è pronto, e blablabla… e poi bla. Solita storia, se siete interessati a questo potete leggere gli altri post su questo blog (ormai non parlo di altro da mesi).

Oggi, per rispondere alla famosa domanda da un milione di dollari, voglio darvi i “consigli della nonna“.
Quelli che vengono dall’esperienza e dal buon senso, e che in genere sono facili da capire.

  • Non preoccuparti ora del posizionamento sui motori di ricerca, saranno loro a trovarti
  • Cura i contenuti. I tuoi utenti vogliono contenuti chiari, di qualità, fatti per loro e per soddisfare le loro esigenze.
  • Preoccupati che il sito sia sfogliabile anche da utenti non registrati, che si possano leggere i commenti sui forum o sui blog (valgono moltissimo per i tuoi utenti, e di conseguenza anche per i search-engine)
  • Cura un blog pubblico (es: su blogger) legato al tuo portale, in cui almeno una volta a settimana parli in modo informale di un qualche argomento a tema col tuo sito e assicurati che il post abbia un link al sito stesso (ma che sia coerente con il contenuto, mi raccomando)
  • Cura le pubbliche relazioni: sfrutta facebook e altri social network per pubblicizzare blog e portale, per rintracciare utenti interessati ad iscriversi e a contribuire attivamente. Se crei interesse e partecipazione, allora hai vinto.
  • Stimola la partecipazione, coinvolgi in qualche modo gli utenti. dai un motivo a chi ti visita per tornare.
  • Cerca meccanismi di diffusione virale del tuo portale. E’ la cosa piu’ difficile, ma se funziona hai fatto bingo. Il concetto è quello di fare in modo che si accenda la scintilla del passaparola. Utenti iscritti che sono talmente contenti e motivati, da diffondere la notizia dell’esistenza del portale e da portarne altri.
  • Attiva un sistema di statistiche per monitorare gli accessi (tipo google analytics), ma soprattutto per monitorare le attività interne e la partecipazione. E’ fondamentale per capire come stai andando.

Non siete d’accordo con me?
Sentitevi liberi di commentare questo post…:)

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