Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere

mail_old La ricerca della professoressa di retorica  Andrea Lunsford, recentemente segnalata in un articolo comparso sull’ultimo numero di Wired (“i letterati di Twitter” di Clive Thompson), mi ha stimolato a riflettere nuovamente sulle cause che rendono la comunicazione e la condivisione delle informazioni tanto difficile all’interno di molte strutture aziendali.

Tra le varie cause di ordine culturale e strutturale, c’è anche il fatto che molti impiegati (e anche qualche manager) hanno perso l’abitudine di scrivere. Per molti, l’ultima volta in cui è stato prodotto un testo scritto risale ai trascorsi scolastici e non si tratta certo di scritti con particolari finalità comunicative (semmai finalizzate a prendere un bel voto).

Ma scrivere per il giudizio del professore o del proprio capo ufficio, non è come scrivere per comunicare, per discutere, per convincere, organizzare o condividere informazioni. La “prosa” aziendale (così come quella accademica) è ben diversa da quella che scopriamo leggendo gli articoli in un blog, i micro-aggiornamenti di twitter o i messaggi liofilizzati di un SMS.

La grande differenza sta negli obiettivi.
Quando si scrive una relazione per il capo lo scopo non è quello di comunicare (nel senso sociale del termine) o discutere qualche concetto, ma di riportare su carta quanto già detto e discusso in precedenza. Non abbiamo la pretesa o il desiderio che quel documento arricchisca in alcun modo o stimoli una qualunque conversazione. A voi è mai capitato di leggere i verbali di un’assemblea o il resoconto di una riunione trovandovi i punti di vista o l’opinione dell’autore?

La scrittura “sociale” è ben altra cosa. Quando scriviamo per gli altri, per fornire una qualche spiegazione, per discutere un concetto, per condividere emozioni o per organizzare un evento di gruppo, dobbiamo essere in grado di variare il tono e la forma del nostro esposto in funzione di chi abbiamo di fronte ed allo scopo di essere ben compresi. Non conta tanto il numero di informazioni espresse, quanto il modo e la chiarezza con cui le esprimiamo. In questo senso, ci si aspetta un feedback da parte dell’interlocutore che ci informi sul fatto che ciò che abbiamo detto sia stato compreso.

A scuola dai Social Media per imparare a condividere e comunicare.

Il punto è che molte organizzazioni si strutturano a “silos” compartimentali non per scelta razionale, ma per una sorta di automatismo indotto dal fatto che molti individui hanno “perso” l’abitudine di comunicare e produrre informazioni per gli altri.
L’utilizzo dei Social Media all’interno delle imprese può diventare un validissimo strumento per l’accrescimento culturale del personale interno, ri-abituando le persone (o istruendole) a comunicare.
Il blog interno, l’utilizzo di Twitter o Yammer, la chat aziendale, possono essere non solo degli eccezionali media per le informazioni aziendali, ma anche delle vere e proprie “palestre di comunicazione”.
Perchè, come già detto ormai in tutte le salse, il successo non è dovuto agli strumenti, ma alle persone.

Non credete anche voi che l’utilizzo dei Social Media all’interno delle imprese possa produrre molti cambiamenti positivi?

1 thought on “Enterprise 2.0: a scuola di web 2.0 per ri-abituarsi a scrivere

  1. E' così vero, che, di giorno in giorno scopro nuove forme di "creatività" comunicativa all'interno di fb (ma anche qui) che, proprio per le caratteristiche descritte, si rivelano creative (e quindi efficaci, ricche) spontaneamente. A vari livelli di età-esperienza-vissuti-sesso-preferenze- collocazioni..sociali-politiche , I social media sono un territorio in cui, se si vuole, si può sperimentare, imparare in continuazione. I nuovi modi di comunicazione, al loro interno, vengono spontaneamente selezionati, messi a confronto, in coninuo fluire.. Emergono in in continuazione nuovi linguaggi….

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