Abbiamo un cervello “Giochificato”

Il mio lo è di sicuro, ma anche il vostro. Non sembrerebbe, vero?

Ho sviluppato il mio primo gioco nel 1982, in BASIC-A. Da quel giorno non ho piu’ smesso.
No, non di sviluppare giochi, quello l’ho fatto per anni a singhiozzo, ma di pensare al perchè mi piacesse tanto giocare e ancor di piu’ farmeli da solo.

Mia madre era preoccupata perchè all’epoca la parola Geek o Hacker non esisteva. Eri solo un povero asociale (neppure un anticonformista, solo un povero asociale).
In realtà non lo ero affatto, un povero asociale intendo. Per lo meno non ero solo. In realtà eravamo un gruppetto di asociali (uno di quelli oggi è il mio socio).

Avrete notato che ho evidenziato in grassetto tre concetti:

  1. “Farmeli da solo”
  2. “Asociale”
  3. “Gruppetto”

Questi tre concetti sono alla base di questo articolo e descrivono il motivo per cui gli esseri umani giocano: perchè giocare è nella nostra natura, nel nostro DNA e nel nostro spirito.
Quando giochiamo, impariamo meglio, lavoriamo meglio e ci sentiamo meglio.

Il gioco è una cosa seria.

Quando leggo uno di quegli articoli che incolpano i videogame della violenza della società oderna e di molti altri mali orrendi, mi vengono forti crampi addominali e devo correre in bagno.

E’ come dire che la causa della corruzione è il denaro, o incolpare il cibo per l’obesità. Grandioso, vietiamo il cibo ai minori di 18 anni.
Beh, non diciamolo forte perchè qualche genio ai piani alti potrebbe prenderci alla lettera (in Francia hanno già cominciato con la Nutella).

Scherzi a parte, abbiamo tutti dei “bisogni psicologici di base”.
Questi bisogni agiscono continuamente ed influenzano le nostre scelte e le nostre azioni durante lo studio, il lavoro, lo shopping, lo sport e, perchè no, anche mentre giochiamo a God of War.

Drizzate bene le orecchie e sgombrate la mente dai pregiudizi, perchè la cosa si fa seria e si comincia a parlare di business (ma anche di educazione e scuola).
Lavoro e Shopping sono influenzati dagli stessi bisogni psicologici primari dello fare sport e del videogiocare (per chi non lo sapesse, God of War è un videogioco).

Nell’antichità il gioco degli scacchi veniva utilizzato per insegnare ai rampolli della nobiltà la strategia di guerra ed incrementare le capacità tattico-decisionali dei futuri comandanti dell’esercito.
Avete mai sentito il detto “Meglio un esempio di mille parole”?.
Tramite il gioco, in pochi minuti, sperimentiamo e mettiamo in pratica concetti ed azioni che avrebbero richiesto giorni e giorni di insegnamenti teorici.

I tre bisogni psicologici di base.

Ma veniamo al punto, quali sono i tre bisogni psicologici fondamentali?

Ad influenzare il nostro modo di lavorare, di fare acquisti, di praticare sport, giocare e relazionarci con altri sono il desiderio di sentirsi competenti, l’esigenza di autonomia e la spintra alla connessione.

  1. COMPETENZA
  2. AUTONOMIA
  3. CONNESSIONE
Va da se che prediligiamo attività in grado non solo di soddisfare questi tre bisogni di base, ma anche e soprattutto di darci il giusto feedback.

Questo è anche il motivo per cui ogni buon UX Designer dedicherà molta attenzione ai feedback da comunicare all’utente (Aspetto, Qualità e Quantità).

Tanto piu’ spesso un’attività è in grado di restituirci informazioni sui nostri progressi, quanto piu’ la prediligeremo rispetto ad altre.
Il gioco è una queste.

Per evitare di annoiarvi con digressioni teoriche sui tre bisogni psicologici di base, vi lascio una pratica mappa concettuale che ne evidenzia i punti salienti.

Clicca per Ingrandire

1. COMPETENZA

Il bisogno di competenza è legato alla necessità di dominare le situazioni.
Accrescere le nostre competenze equivale ad accrescere la possibilità di sopravvivere in un ambiente ostile.

Ogni essere umano cerca, secondo natura, di migliorarsi. Nessuno di noi gode quando si annoia.
Per quanto strano possa sembrarvi, ogni impiegato o lavoratore che sia ha innato il desiderio di accrescere le proprie competenze nel proprio ambito lavorativo.

Lo stesso vale per gli studenti. Siamo tutti naturalmente spinti verso l’apprendimento di nuove competenze.
Riflettete, nessuno vuole sentirsi ignorante e disarmato difronte ad un problema.

Quando un’attività ci porta maggiori competenze, e siamo in grado di misurle, allora la prediligiamo.
L’ambizione personale si manifesta in modi differenti, a volte si cerca una crescita (misurabile) nella carriera lavorativa, altre volte si è appagati dalla lettura e dallo studio, altre ancora ci si dedica con forte passione ad un hobby o uno sport, ma tutte queste manifestazioni sono sintomo che l’individuo sta soddisfando un bisogno psicologico di base.

LinkedIn, Facebook, Foursquare e molti altri hanno fatto tesoro di questo concetto. Barre di progresso e badge indicano il nostro livello di competenza. Quanto meglio lo fanno, tanto piu’ saremo propensi a ripetere l’esperienza e motivati ad utilizzare quella determinata applicazione.

La domanda ora è: Possiamo manipolare o plagiare le persone facendo leva su questo bisogno?

2. AUTONOMIA

Quando ci sentiamo manipolati, fuggiamo (o attacchiamo).
Questo è il bisogno di Autonomia.
Istintivamente consideriamo la prigionia o la schiavitu’ come un male, una punizione.

Ogni essere umano ha il desiderio di essere autonomo ed autosufficiente.

Quando siete in un negozio e la commessa si avvicina con fare insistente, avete l’impulso di andarvene.
Paradossalmente, molto spesso, l’intervento della commessa (se non segue determinate regole sociali) diventa controproducente.
A noi piace fare da soli.

Autonomia decisionale e difficoltà vanno a braccetto. Ci piace mettere alla prova le nostre COMPETENZE prendendo decisioni in AUTONOMIA.
Quando qualcuno decide per noi ci sentiamo a disagio.

Dall’età di 2 anni iniziamo ad esercitare la nostra autonomia con l’utilizzo del NO. Un bel NO secco sottolinea il nostro desiderio di fare scelte.

Scegliere ci piace, anche se a volte ci confonde. Ecco perchè siamo attirati da chi ci offre ampia scelta.
Ma poi ci blocchiamo e chiediamo consiglio ad un amico/a.

3. CONNESSIONE

La Connessione, come le Comperenze e L’Autonomia , ci aiuta a garantire la sopravvivenza della specie.

Connettersi con altri esseri umani è un bisogno primario. Quando siamo in difficoltà, cerchiamo aiuto tra le nostre connessioni.

La Connessione tra esseri umani è bidirezionale (Dare e Avere) ed equalmente gratificante in entrambe le direzioni.
Ricevere aiuto ed attenzione è molto gratificante (so di essere importante per qualcuno), ma anche darne (mi sento utile).

La Connessione è talmente importante per noi, che molto spesso parliamo di lei come di un qualcosa legato al “senso della vita“, o in grado di dare un senso alle nostre vite.

Il volontariato e l’altruismo in genere soddisfano questo nostro bisogno psicologico di base e ci aiutano a vivere meglio (oltre che sopravvivere ed evolverci come specie).

Diventare Esperti in qualcosa (COMPETENZA) ci offre la possibilità di scegliere (AUTONOMIA) come e se aiutare gli altri (CONNESSIONE).
Piu’ si è bravi in qualcosa e maggiore è l’impulso a condividerlo con altre persone.

LinkedIn vive di questo, dopotutto, così come il software, che deve il 90% della propria evoluzione a prodotti liberi (OpenSource) e non protetti da brevetto (molti sistemi operativi commerciali sono, per esempio, derivati di Linux).

Gamification e User Experience, possono aiutarci a migliorare.

Sono termini abusati, Gamification e User Experience, ma importantissimi.
Non solo per il business ma, anche e soprattutto, per migliorare il modo di fare formazione sia nelle scuole che nel mondo del lavoro.

I videogiochi, per esempio, sono in grado di migliorare alcune prestazioni del cervello umano, raffinando e rafforzando il meccanismo dell’attenzione focalizzata, la percezione visiva ed i riflessi.

Studi recenti hanno provato che i chirurghi con un passato da videogiocatori sono molto piu’ bravi in interventi chirurgici avanzati e che facciano uso di tecnologie avanzate.

Gli sparatutto in soggettiva potenziano moltissimo la nostra percezione visiva, qualità fondamentale per i controllori di volo.

Molti oggi iniziano a parlare di Giochificazione ed Esperienza Utente (detto in inglese fa piu’ figo), anche quei venditori che poco o nulla in realtà ne sanno.
Ma non lasciatevi forviare dal marketing, che in genere tende a banalizzare e semplificare.

Gamification e UX sono cose serie ed importanti.
Possono aiutarci a migliorare le nostre vite, a fare business in modo sostenibile e piu’ umano, a migliorare la scuola dei nostri figli ed il nostro ambiente lavorativo.

Concludo, e se avete letto tutto senza saltellare da un grassetto all’altro vi siete certamente meritati il badge di “Esploratore della Conoscenza”.

Badge Esploratore della Conoscenza

 

 

P.S.
Ma davvero non sapevi cos’è God of War?

Categories: game marketing UX-UI

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