Brutto periodo per la sicurezza informatica.
Nel post “Febbre da virus” vi avevo parlato di Nanoscan, un widget per l’individuazione dei virus, che segnalava circa un 13% di infezioni.
Oggi, 28 maggio ore 6 del mattino, il numero indicato è ben diverso: 24%.
Ma non è questo a preoccupare, non sono i virus rilevati quelli pericolosi, ma quelli non rilevati.

Il web sta cambiando, il business legato al web stà cambiando, e di conseguenza come formiche attirate dal miele anche i delinquenti informatici stanno rivedendo il loro modo di fare business (tra l’altro con cifre da capogiro).
I virus sono cambiati. Sono cambiati tanto da farci rimpiangere i cari vecchi e chiassosi virus, quelli che entravano nel nostro sistema di soppiatto in attesa del momento in cui ci avrebbero terrorizzati con un improvviso BUH!! Oh, che paura!!
Ora devo riformattare. Ah, bei tempi quelli in cui l’indesiderato ospite si faceva notare sbattendo i coperchi.

Oggi non è piu’ così. Non ci sono piu’ geni incompresi che per ottenere l’attenzione dei riflettori violano sistemi informatici inviolabili o scrivono una manciata di bit in grado di far suonare una musichetta funebre al nostro PC prima di tirar le cuoia.
Oggi, su internet, agiscono vere e proprie associazioni a delinquere. Sono ben organizzate, in comunicazione tra loro (il lato oscuro del web 2.0), ma soprattutto con i loro committenti (già, sono quasi tutti sicari al soldo del miglior offerente).

Botnet: questa è la nuova forma sociale dei virus 2.0.
Trojan: questo è il nome dei virus che contribuiscono a creare una Botnet.
11 milioni sono i virus che circolano su internet, il 75% dei quali sono Trojan.
Definizioni dei virus: questa è l’arma usata oggi dagli antivirus, ma purtroppo spara a salve. Infatti per sconfiggere un virus, oggi, bisogna conoscerlo. E’ necessario che i laboratori antivirus ne abbiano un “sample”, un campione. Solo allora saranno in grado di estrarne una definizione e di inserirla nel database dell’antivirus.
Quanto credete sia facile scrivere un virus di cui non si conosce la definizione?
Facilissimo. Spesso non serve neppure scriverlo (o riscriverlo), basta comprimere il codice con semplici tool alla portata di ogni programmatore.

Ma contro i virus 2.0 si stanno armando gli antivirus 2.0, che sfruttando una sorta di “intelligenza comune” e centralizzata (Collective Intelligence, come la chiama Panda Security) danno vita ad un vero e proprio social network dell’antivirus.
E questo, piu’ che di 2.0, ha il sapore del 3.0. Antivirus intelligenti che comunicano tra loro scambiandosi informazioni sugli strani comportamenti che rilevano sulle macchine ospiti.
Beh, se state pensando alla vostra privacy, sappiate che la sicurezza e l’ordine, a volte, richiedono piccoli sacrifici 😉

Scherzi a parte, vorrei porre l’attenzione sul fatto che molto probabilmente anche voi, inconsapevolmente, siete stati infettati.
Già, perche il 72% delle reti AZIENDALI CON ANTIVIRUS è infetto, e molto probabilmente entra a far parte di una qualche botnet.

Ma come si fa ad “ammalarsi”?
Niente di piu’ facile, date un’occhiata a cosa si inventano i seguaci del lato oscuro del web 2.0.

Ah, se avete LINUX, per ora, potete dormire sonni tranquilli.

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P.S.: (Questo “post scriptum” è riservato solo a chi ama il marketing)
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Questo è un blog aziendale, e funziona benissimo perchè è utile agli utenti e porta molti contatti al brand.
Questo è un widget, un potente strumento di marketing mascherato da servizio gratuito. Svolge egregiamente la funzione di ricerca dei virus (il core business della società promotrice) e di strumento di marketing.
Quale sarà il vostro prossimo antivirus? 😉

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