Tutti saprete, ormai, del fatto che l’Italia è stata esclusa dall’Android Contest di Google per motivi legati alla normativa italiana che regola i concorsi.

A noi, che viviamo di IT, son cadute le braccia, per non dire altro.

Per fortuna sembra che gli uffici legali di Google si stiano dando da fare per riammettere l’Italia al contest.

Riporto il post per intero:

Le ultime su Android

21 novembre 2007 – ore 11.20

Scritto da: Stefano Hesse, Corporate Communications & Public Affairs Manager

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno scritto riguardo l’Android Developer Challenge, fornendo contributi, opinioni e commenti. Devo dire che ci ha fatto molto piacere verificare la passione, l’attenzione e il senso partecipativo della community degli sviluppatori italiani.

In fase di preparazione dell’iniziativa, il nostro team legale ha richiesto, confrontato e verificato molti pareri inerenti l’apertura del contest agli sviluppatori residenti in Italia, fatto del quale saremmo non solo contenti, ma anche orgogliosi.

Le regole sulle manifestazioni a premio prevedono una serie di obblighi burocratici di notevole impatto per le aziende ed in particolare per le imprese che non hanno sede in Italia. Inoltre il regime delle esclusioni si presta ad interpretazioni non univoche.

Siamo in contatto comunque con tutte le istituzioni interessate, dato che è nostra intenzione essere totalmente in linea con i requisiti previsti dalla legge italiana e permettere agli sviluppatori residenti in Italia di partecipare alla seconda fase.

Ma la domanda che sorge spontanea è:

La normativa Italiana è in grado di promuovere l’innovazione IT, o stà condannando il paese ad un incolmabile ritardo tecnologico?

Noi, che investiamo la nostra creatività e le competenze duramente acquisite nel mercato italiano, stiamo sprecando BIT?

La comunità IT italiana è sola? Oppure con noi c’è anche qualche politico che non si limiti solo alla demagogia ed abbia a cuore interessi che vadano ben oltre il Criptofonino?

Devo dire che mi sento abbastanza sconfortato se guardo l’orizzonte italiano, ed a maggior ragione quando leggo che è stato presentato un disegno di legge per equiparare i bogger ai giornalisti e farli iscrivere al Roc (Registro unico degli Operatori di Comunicazione).

Ma secondo voi, dico, in questo momento l’Italia tecnologica ha bisogno di questo? Di nuova burocrazia?

Ma porc.. Non meravigliamoci se poi strutture come Google si sentono demotivate nell’ aprire a società italiane iniziative come l’Android Challenge.

Categories: google internet IT

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