Da un’economia basata sul consumo di cose possiamo passare a un’economia dei servizi, del benessere, dell’esperienza.
Si tratta di entrare in una nuova fase dell’umanità. Una in cui si prenda consapevolezza dell’impossibilità di continuare a sfruttare il pianeta e riempirlo di oggetti.
Uno degli articoli più “lucidi” che abbia mai letto sulla “Trasformazione Digitale“.
Molti “non addetti ai lavori” (passatemi il termine di cui mi sono già pentito) ignorano o travisano la questione, e li posso giustificare: ogni giorno hanno problemi che toccano necessità di ben più basso livello nella piramide di Maslow.
Ma i Politici no.
Loro hanno una responsabilità ben più grande nei confronti del Paese, e non solo della loro “panza”.
Non si tratta solo di perdere delle opportunità, ma di non vedere un cambiamento sociale profondo.
Certo, le opportunità sono importantissime, il business lo è.
Ma qui si sta guardando una “mutazione sociale” attraverso un fondo di bottiglia, intravedendola solamente.
Vi siete accorti che i nostri figli alzano sempre meno lo sguardo dal telefonino?
Vi siete accorti che vivono vite parallele in mondi digitali che neppure arriviamo ad immaginare?
Il Digitale, in tutte le sue forme, accelera e modifica profondamente le meccaniche e le dinamiche a cui tutti siamo abituati da almeno cento anni.
Il mondo come l’abbiamo conosciuto dalla nostra nascita sta cambiando, e la mia generazione non lo vede.
Il Digitale è inevitabile, è un nuovo stadio evolutivo.
Nasce un nuovo modo di concepire il denaro e di attribuirne il valore (le cryptovalute), si inizia a parlare di transumanesimo e di ibridazione tra intelligenza artificiale ed intelligenza umana, i mondi virtuali ci accolgono e ingannano proprio come vorremmo noi, dandoci l’illusione (o la certezza) di essere ciò che vogliamo senza i limiti imposti da regole che sentiamo ormai non appartenerci più.
L’effetto Matrix è sempre più vicino.
Qualcuno di noi sogna già un mondo virtuale in cui immergersi e perdersi per sempre.
Ma questa non è la strada, non è questo il modo, non senza controllo e senza consapevolezza.
Oppure lo è, oppure sarebbe meglio lasciare che, come avvenuto in passato con la prima rivoluzione industriale, le cose facciano il loro corso?
Oggi siamo fortunati, stiamo vivendo un cambiamento unico in tutta la storia del genere umano.
E’ una cosa grande.
Se il futuro del genere umano sarà governato da macchine intelligenti e senzienti, se sarà relegato in un mondo virtuale in cui scaricare la propria coscienza, se ci vedrà un giorno adorare un cervello positronico…. beh, questo dipende anche da noi. Oggi.
Oggi siamo fortunati, stiamo vivendo un cambiamento unico in tutta la storia del genere umano.
E’ una Trasformazione, una Mutazione.
Personalmente sono eccitato da questo cambiamento, lo percepisco e lo comprendo.
Ma un poco mi spaventa.

Categories: AI

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