Premiati tra i tre migliori innovatori all’ iGuzzini Light Hackers Contest

Funny Gain si posiziona sul podio al secondo posto tra i migliori 8 innovatori nel contest di Open Innovation iGuzzini Light Hackers.

Un team fantastico composto dai founder di Funny Gain, un designer Funny Gain, due manager iGuzzini, un docente universitario, uno specializzando in IoT ed un tutor Ernst & Young.

Abbiamo presentato un progetto di Intelligenza Artificiale in grado di interagire ed analizzare la comunicazione con i clienti e trasformare informazioni a basso valore aggiunto in un grande tesoro ricco di informazioni utili a migliorare i processi di vendita e supporto.

“iGuzzini Personal Assistant” utilizza il motore AI che abbiamo sviluppato in questi ultimi tre anni di intenso lavoro, studio e sperimentazione.

Oggi siamo in grado di rilevare l’intento delle richieste, gestire un contesto di conversazione ed essere proattivi. Proprio come accade in una normale conversazione con un cliente a cui vengono fornite informazioni puntuali e poste domande di approfondimento per rilevarne i gusti o le motivazioni che lo hanno portato ad una determinata scelta.

Un sistema completamente automatico ed autonomo, instancabile ed in grado di apprendere dalle proprie esperienze, dal CRM aziendale, dalle schede tecniche dei prodotti, dalle istruzioni di montaggio e dal vostro ERP.

Un sistema in grado di comunicare via chat, social networks, emails e presto anche telefono.

L’Evento

L’evento è stato organizzato e gestito da Ernst & Young in modo magistrale. iGuzzini è stato uno splendido padrone di casa e ci ha viziati tutti con grandissima ospitalità, supporto e tanto confort in una location (stabilimento iGuzzini) da Silicon Valley.

Siamo arrivati a Recanati Domenica pomeriggio e verso le 18.30 un pullman ci ha portati tutti (una cinquantina di persone) allo stabilimento per un primo brief tecnico sui prodotti e per conoscere meglio la filosofia del brand iGuzzini.

Terminato il brief, alle 21 circa eravamo a Porto Recanati dove ci attendeva una splendida cena di pesce in riva al mare. 50 nerd tutti assieme non li avevo mai visti 🙂

Abbiamo socializzato con gli altri team, tra cui molti esperti in IA e Computer Vision. Devo dire che è stata la cena più istruttiva della mia vita. Per fortuna tra un’ingegnere e l’altro c’era anche qualche membro dello staff iGuzzini che ha provveduto a far sì che non “lavorassimo” troppo anche in quella serata che avrebbe dovuto essere di totale riposo e relax. Grande serata e grande ospitalità.

Raramente ho conosciuto persone così fiere di lavorare per un’Azienda. Ho trovato menti aperte e attentissime all’innovazione, al design ed alla qualità in ogni singolo dettaglio. Per un momento mi sono sentito orgoglioso di essere italiano ed ho toccato con mano quello che di noi viene apprezzato soprattuto all’estero.

Alle 6 del mattino di Lunedì ci siamo ritrovati in Hotel per un primo brief mattutino tra noi del team. Abbiamo steso inutilmente una breve roadmap su alcune ipotesi che puntualmente sono state vanificate appena giunti in sede per l’avvio ufficiale del contest. L’obiettivo che ci è stato imposto nella mattinata era quello di preparare un Business Model Canvas che illustrasse alla giuria il progetto in una panoramica completa. Tempo 3 ore.

Terminato il Canvas, dopo una pausa caffè (volendo avevamo a disposizione un buffet come quelli che si vedono solo nei matrimoni) abbiamo iniziato a produrre un prototipo e a definire meglio la singola feature su cui focalizzare la demo.

Il team si è diviso in due, quattro di noi hanno lavorato sul prototipo e quattro si sono dedicati alla presentazione e al pitch di “vendita”. Alle 22 eravamo a buon punto, stanchi ma a buon punto. Ed ecco l’idea delle 22.30: aggiungiamo ancora qualche feature.

Ragazzi mie, ve lo dico col cuore, dopo 16 ore di lavoro e la vista appannata vi consiglio vivamente di non riaprire l’editor di codice per mettere mano ad algoritmi inferenziali. No, non fatelo. In 30 minuti sono riuscito ad inserire un numero di bug indicibile. Ormai ci vedevo doppio e non distinguevo più i punti dalle virgole, le parentesi graffe da quelle quadre. Molliamo tutto e andiamo a dormire.

Alle 5 di martedì mattina riprendo il lavoro in Hotel. Uno degli altri team si è invece fatto la nottata al lavoro (sono i ragazzi di Roma che poi hanno conquistato il primo posto – grandissimi). Riesco a sistemare i bug dovuti ad errori di ortografia (avevo praticamente perso la vista – ecco perché compiuti i 40 meglio lasciare perdere gli Hackathon). A questo punto devo deployare le nuove routine sul server. Il Wi-Fi dell’Hotel è penoso, ma ci provo ugualmente.

Panico. Sono riuscito a crashare il server in cloud. E’ stata la colazione più lunga ed indigesta della mia vita. Alle 8.30 eravamo di nuovo in iGuzzini e mi rimetto al lavoro per far partire tutto. Alle 13 avevamo lo stop definitivo e dovevamo ancora provare la demo ed il pitch.

Come se non bastasse, tra un dramma informatico ed una tragedia tecnologica, ogni tanto compariva una troupe RAI per un’intervista o un fotografo che doveva documentare l’evento. Ma questo è il bello degli hackathon, che ti credi di andare a fare una gita?

Miracolosamente verso le 10.30 riesco a rianimare il sistema che, un po’ stordito, riparte a funzionare a dovere. Bene, chiudiamo l’editor di codice e mettiamo le manine a riposo che di danni ne abbiamo fatti abbastanza.

Trascorriamo le ultime due ore chiusi in un ripostiglio a provare il pitch, come fossimo attori di teatro. Tre di noi saliranno sul palco. Mancano due ore ma per fortuna il caffè non manca (neppure brioche, pizze, lasagne, arrosto, e un trionfo di altre pietanze – ma noi eravamo molto affezionati alla macchinetta dell’espresso).

Le ultime due ore sono volate. 8 minuti di pitch, un caffè. 8 minuti di pitch, un caffè. Quando alle 13 suona il gong a momenti ci viene un infarto. Troppi caffè.

Si comincia. Abbiamo avuto due giorni per fare tutto. Siamo come zombi schizzati di adrenalina e caffeina. Il primo progetto che si presenta è già fantastico: una macchina che riconosce le emozioni umane e reagisce di conseguenza. Bene, siamo f….ti.

Poi tocca a noi. 8 minuti passano in un soffio. Abbiamo preparato la chiusura ad effetto e chiediamo al pubblico di fare una domanda qualsiasi a Ginevra (la nostra AI per iGuzzini). Ovviamente parte la domanda ritenuta più complessa: “Ma l’articolo N246 arriva a 5000 lumen?”

Il flusso reale emesso è 1859.4 lumen” risponde Ginevra. Applauso spontaneo della giuria. Quasi mi commuovo

Conclusione

Due giorni molto formativi. Abbiamo incontrato un’Azienda bellissima che fa dell’innovazione il suo punto di forza, abbiamo goduto di una fantastica ospitalità e conosciuto veri geni.

Peccato sia finita. Peccato che in Italia ci siano pochissimi di questi eventi e che il merito non sia apprezzato quanto le conoscenze personali. Peccato che ora si torni alla realtà.

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