Quel soldatino che non stava in piedi: #italybest

La storia del mio soldatino

Da bambino mi regalarono un sacchetto di soldatini.
C’erano granatieri, fanti di ogni tipo, cecchini e incursori, ma solo uno era il mio preferito: il paracadutista.
Non ho mai capito perchè ce ne fosse solo uno. Perchè c’erano decine di fucilieri e granatieri e un solo paracadutista.

Lui era diverso. Mentre tutti gli altri erano verdi, il paracadutista spiccava col suo blu cobalto. Sì, era il mio preferito anche se non stava in piedi.
Il destino ha voluto che tra tutti proprio lui riportasse un lieve difetto di fabbricazione al piedistallo. Non stava in piedi.
Ma questo non mi impedì di farne il mio eroe assoluto, colui che usciva indenne da ogni battaglia e non esitava a gettarsi contro dinosauri e robot giganti per difendere la propria squadra.

Io credevo nel mio paracadutista. Il fatto che non stesse in piedi come gli altri era un pregio, era il segno che quel soldatino avrebbe potuto affrontare ogni pericolo proprio grazie al sostegno della mia mano.  Solo così si reggeva e grazie al mio sostegno lo faceva meglio degli altri, molto meglio. Lui volava. Ed io lo guardavo da sotto, felice.

Lo confesso, qualche volta ho volato anch’io al suo fianco. Ma per lo piu’ lo rimiravo dal basso, mentre lo sostenevo.

Quest’Italia di soldatini blu cobalto

C’è qualcosa che non funziona bene in Italia. Ma non si tratta solo della politica, delle banche o della crisi.
Si tratta di noi e dei nostri cuori spezzati e induriti. Siamo un popolo eccessivamente critico nei confronti dei propri connazionali. Non abbiamo piu’ orgoglio e non crediamo piu’ di potercela fare.

Prendete ad esempio Volunia.
Tutti pronti ad esprimere giudizi estetici. “La grafica non è curata”, “La presentazione ha fatto pena”, “Non è un motore che può competere con Google”, ecc.. ecc..
Da Riccardo Luna a Luca Conti, tutti giù a criticare e ricercare prove “tecniche oggettive” che Volunia è un flop annunciato.
Nessuno che si fermi un attimo a pensare, a leggere tra le righe chiedendosi come sia oggi possibile fare innovazione in quest’Italia. Abbiamo perso la capacità di vedere oltre.

Per noi Italiani, esterofili per passione, il “Made in Italy” è tutt’altro che motivo di orgoglio. Quando un nostro connazionale presenta qualcosa come innovativo ci chiudiamo in difesa ed iniziamo un’analisi meticolosissima di ogni minimo difetto, ingigantendoli fino a renderli l’unica cosa visibile. Tant’è che per innovare e fare start-up ci tocca emigrare, vero @fabricapo? (anche i banchieri, in fondo, sono italiani).

Ma all’estero ci invidiano. Invidiano la nostra creatività, quel lampo d’ingegno, quell’intuizione particolare, che è piu’ difficile ritrovare in un mago della matematica cinese o in un ingegnere indiano.
Prendete, per un ultima volta, ad esempio Volunia:

Armani, Chianti, Ferrari… And Volunia

Volunia is based in Italy, not in Silicon Valley as one might have guessed. Italy actually has a history of search engine excellence. Google may well power most Italian portals today, but the talent behind a now defunct Italian search engine, Arianna, led Ask.com to locate its European R&D headquarters in Pisa.
(Tratto da “Volunia, A Social Search Engine, Says The Web Has Come Alive“)

 

 #italybest, una bella iniziativa di Mario Montalto

Mario ha avuto una bella idea: promuoviamo su twitter col tag #italybest i migliori progetti Italiani. Votiamoli, creiamo dei trend.
Iniziamo a credere nel nostro soldatino blu cobalto.

Perchè basta poco per sostenere un soldatino che può far volare in alto il nostro cuore.

 

 

14 thoughts on “Quel soldatino che non stava in piedi: #italybest

  1. Angelo, la critica che faccio è l'eccesso di aspettativa creata sul progetto. Aspettativa non giustificata. Se fosse stato un progetto presentato in tedesco all'Università di Vienna qualcuno in Italia avrebbe scritto una riga? Non credo.

    Basta dire che un progetto si fa in Italia per giustificare tale attenzione? Quanti altri progetti simili esistono? E' l'unico? Non credo. E' l'unico con pagine di giornali. Funzionerà? Temo di no, ma spero di sbagliarmi.

    Se le critiche fossero o meno fondate lo dirà il tempo. Ci rivediamo qui tra un anno? 🙂

    1. Luca, hai ragione. Volunia è stato presentato malissimo e delude le aspettative.
      Ma io sono un tecnico ed uno start-upper e sono abituato a guardare oltre la prima impressione o il primo fallimento.

      Quello che mi è piaciuto di Marchiori (e di Pireddu che ha in parte pagato i costi) è il coraggio di farlo in Italia.
      Io non lo avrei fatto se avessi avuto l'intenzione di innovare nel mondo dei S.E.
      Volunia è, prima di ogni altra cosa, una start-up. Ci sta benissimo una partenza stentata, hanno ancora tempo per molti pivot e per ridefinire un milione di volte il business model. Ma se hanno davvero la tecnologia, e in questi 3 anni non hanno dormito, allora hanno una probabilità di farcela.
      Quando parlo di farcela, non intendo farcela da soli e diventare il prossimo Google, ma di riuscire magari in una exit verso qualche grosso player (Facebook ad esempio si sta guardando intorno).

      Immagino ti sarai chiesto piu' volte come mai in Italia ci siano così poche start-up e come mai chi ha la possibilità cerca capitali all'estero.
      Io ho portato il mio primo business plan in banca circa 15 anni fa e ti garantisco che è stata anche l'ultima ed un'esperienza che non riproverò.
      Quindi, tanto di cappello a Marchiori e Pireddu che per un solo istante ci hanno fatto sognare una silicon-valley.it.

      Quello che invece è mancato a Marchiori e Pireddu è il nostro sostegno.

      Chissà, magari tra un anno…. 🙂

  2. “Quando un nostro connazionale presenta qualcosa come innovativo ci chiudiamo in difesa..”?

    Eh no, col cavolo!

    Io sono orgoglioso di come era Arianna. Di come era Virgilio. Prima che venissero acquisiti, massacrati dal marketing delle aziende, per colpa di manager (italiani) ignoranti che li hanno piegati a mere macchine pubblicitarie per i propri fini a breve (finendo per distruggerli).

    Io non mi chiudo in difesa, anzi, tutt’altro. Mi sono proprio incazzato forte per Volunia.

    Mi sono incazzato per tutto l’orgoglio che avrei voluto metterci, e che non ho potuto. Per la vergogna che si vendesse un simile obbrobrio senza senso come “la genialità degli Italiani” e quindi anche la mia. Ma oh?? La risposta italica a Google…. Ma che figura. Altro che liberare le galline, la figura dei polli abbiamo fatto. Che vergogna. La Costa Concordia dei motori di ricerca.

    Un progetto vergognoso, che è l’esempio di quello che uccide le iniziative italiane, quelle che invece potrebbero essere valide.

    1) L’incapacità totale di valutare la validità di un’idea e la capacità del team di realizzarla. Ovvero il potere decisionale in mano a gente che non capisce neanche lontanamente di cosa si parli.

    2) La scelta dei progetti basandosi su “nomi di personaggi” per amicizie o connessioni che niente hanno a che fare coi progetti stessi. Personaggi che si appoggiano ad altri personaggi nei loro circoli dell’ho inventato tutto io.

    3) Per compensare le mancanze, l’enfasi su cose parallele (l’italianità ad esempio), facendo così dei danni di immagine anche agli altri, e al paese stesso. Televisioni e giornali che hanno appoggiato ciecamente il progetto e il personaggio per motivi inspiegabili (mica sono andati a vederlo), raccontando balle su presunte storie alternative (“L’inventore di Google”?)

    Questa è proprio l’italia che detesto e per questo mi fa incazzare. Quella dei lavoratori svegli costretti a lavorare per manager idioti. Non vorrei mai imporre le mie idee a nessuno, ma non venitemi almeno a dire che gli facciamo le scarpe perché è italiano.

    1. Francesco, condivido con te la frustrazione di vivere in un paese poco meritocratico e familista.
      Sono un imprenditore ed uno start-upper che da oltre 15 anni vive la frustrazione di un rapporto quotidiano con quelli che hai definito poco eufemisticamente "manager idioti". Ne ho conosciuti a centinaia, sono quelli che in genere hanno l'ultima parola sul destino (in genere finanziario) dei tuoi progetti.

      Condivido il tuo sfogo e rispetto la tua opinione su Volunia.
      Tuttavia ribadisco che Volunia, a prescindere dalle funzionalità attuali, ha una possibilità. Ogni start-up ne ha una.
      Certo, non è un progetto del tutto innovativo (gran parte delle funzionalità sono già viste) ma neppure Facebook e Twitter lo erano. In genere nessun progetto e nessuna start-up lo è mai. Nessuno inventa nulla da solo.

      A fare la differenza tra il successo e l'insuccesso di una start-up concorrono moltissimi ingredienti, tra cui non ultimo il supporto della propria rete di beta tester (che invece nel caso di Volunia gli si è rivoltata contro).

      Il punto su cui ruota il mio post non è Volunia, ma la possibilità di fare start-up in Italia.
      Le start-up partono da un'idea, un sogno, che rimettono in discussione ogni singolo giorno, una volta al minuto. E lo fanno per allontanare la prospettiva dell'insuccesso.
      E' la verifica delle IPOTESI che porta una start-up verso il successo, mentre sono le METRICHE DELLA VANITA' che la affondano (e lo fanno in un attimo).

      Nel caso di Volunia sarà il management a decidere se vorrà capire in quale direzione andare. Come interpretare i feedback ottenuti dalla verifica delle IPOTESI (reazione dei tester) o se crogiolarsi in inutili METRICHE DELLA VANITA' (marketing fine a se stesso).

      Resta tuttavia il fatto che oggi in Italia fare start-up è praticamente impossibile. Non abbiamo la "cultura" del fallimento (non è visto come un'esperienza, ma come la fine), siamo diffidenti e poco propensi alla collaborazione, troppo inclini ad esprimere lapidari giudizi di valore piuttosto che identificare e valorizzare i punti di forza di un qualunque progetto (i difetti si possono migliorare, i bachi si correggono, ma se non si è in grado di capire su quali punti di forza far leva durante la scalata, allora si cade).

  3. “Quando un nostro connazionale presenta qualcosa come innovativo ci chiudiamo in difesa..”?

    Eh no, col cavolo!

    Io sono orgoglioso di come era Arianna. Di come era Virgilio. Prima che venissero acquisiti, massacrati dal marketing delle aziende, per colpa di manager (italiani) ignoranti che li hanno piegati a mere macchine pubblicitarie per i propri fini a breve (finendo per distruggerli).

    Io non mi chiudo in difesa, anzi, tutt’altro. Mi sono proprio incazzato forte per Volunia.

    Mi sono incazzato per tutto l’orgoglio che avrei voluto metterci, e che non ho potuto. Per la vergogna che si vendesse un simile obbrobrio senza senso come “la genialità degli Italiani” e quindi anche la mia. Ma oh?? La risposta italica a Google…. Ma che figura. Altro che liberare le galline, la figura dei polli abbiamo fatto. Che vergogna. La Costa Concordia dei motori di ricerca.

    Un progetto vergognoso, che è l’esempio di quello che uccide le iniziative italiane, quelle che invece potrebbero essere valide.

    1) L’incapacità totale di valutare la validità di un’idea e la capacità del team di realizzarla. Ovvero il potere decisionale in mano a gente che non capisce neanche lontanamente di cosa si parli.

    2) La scelta dei progetti basandosi su “nomi di personaggi” per amicizie o connessioni che niente hanno a che fare coi progetti stessi. Personaggi che si appoggiano ad altri personaggi nei loro circoli dell’ho inventato tutto io.

    3) Per compensare le mancanze, l’enfasi su cose parallele (l’italianità ad esempio), facendo così dei danni di immagine anche agli altri, e al paese stesso. Televisioni e giornali che hanno appoggiato ciecamente il progetto e il personaggio per motivi inspiegabili (mica sono andati a vederlo), raccontando balle su presunte storie alternative (“L’inventore di Google”?)

    Questa è proprio l’italia che detesto e per questo mi fa incazzare. Quella dei lavoratori svegli costretti a lavorare per manager idioti. Non vorrei mai imporre le mie idee a nessuno, ma non venitemi almeno a dire che gli facciamo le scarpe perché è italiano.

  4. angelogeminiani il tuo ultimo commento andrebbe letto da tutti gli utenti che ora sono dentro al servizio soltanto per il gusto di criticare, perchè tanto un prodotto americano funziona meglio di uno italiano, è destino. Condivido il 100% di quello che dici, ma una persona mediocre purtroppo non lo potrà mai capire. Saluti.

    1. @Lanfranco, io sto provando Volunia da poco piu' di 24 ore. Ho trovato molti bachi, ma non mi pare un progetto disastroso. Anzi, a dire il vero alcune idee e implementazioni mi piaciono.
      Apprezzo il lavoro fatto, ci sono cose di una certa qualità. Sto analizzano il Javascript e devo dire che è di ottima qualità. Anche i framework utilizzati sono interessanti, come quello di OpenLayer <a href="http://(http://openlayers.org)” target=”_blank”>(http://openlayers.org) che è stato implementato per la gestione e l'animazione delle mappe.
      Hammo adottato jQuery e non Google Closure <a href="http://(http://code.google.com/closure/),” target=”_blank”>(http://code.google.com/closure/), il che per un progetto di questa importanza mi ha stupito. Non ho trovato traccia, per ora, di WebSocket, mentre mi salta all'occhio Strophe <a href="http://(http://strophe.im/)” target=”_blank”>(http://strophe.im/) che forse è la scelta piu' logica se il server è scritto in C++ (personalmente avrei però fatto un'altra scelta).
      Purtroppo il meglio sta ben protetto sui server di Volunia 🙂

  5. angelogeminiani il tuo ultimo commento andrebbe letto da tutti gli utenti che ora sono dentro al servizio soltanto per il gusto di criticare, perchè tanto un prodotto americano funziona meglio di uno italiano, è destino. Condivido il 100% di quello che dici, ma una persona mediocre purtroppo non lo potrà mai capire. Saluti.

    1. @Lanfranco, io sto provando Volunia da poco piu' di 24 ore. Ho trovato molti bachi, ma non mi pare un progetto disastroso. Anzi, a dire il vero alcune idee e implementazioni mi piaciono.
      Apprezzo il lavoro fatto, ci sono cose di una certa qualità. Sto analizzano il Javascript e devo dire che è di ottima qualità. Anche i framework utilizzati sono interessanti, come quello di OpenLayer <a href="http://(http://openlayers.org)” target=”_blank”>(http://openlayers.org) che è stato implementato per la gestione e l'animazione delle mappe.
      Hammo adottato jQuery e non Google Closure <a href="http://(http://code.google.com/closure/),” target=”_blank”>(http://code.google.com/closure/), il che per un progetto di questa importanza mi ha stupito. Non ho trovato traccia, per ora, di WebSocket, mentre mi salta all'occhio Strophe <a href="http://(http://strophe.im/)” target=”_blank”>(http://strophe.im/) che forse è la scelta piu' logica se il server è scritto in C++ (personalmente avrei però fatto un'altra scelta).
      Purtroppo il meglio sta ben protetto sui server di Volunia 🙂

    1. @Luca, il nome. Hai ragione, si vede che manca il tocco di un copy.
      Beh, consideriamo in Beta anche quello 🙂

  6. Pingback:Volunia, le galline in fuga e gli amici della Silicon Valley (che non sono più geniali noi)… | Internet Manager Blog

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