buzz

Quello del Community Manager è ancora oggi un ruolo sconosciuto a molte realtà aziendali. Tuttavia qualche pioniere stà iniziando a chiedersi come gestire i propri clienti che sono “on-line”, come raccogliere il buzz sui propri prodotti o sul proprio marchio, come raggiungere nuovi potenziali mercati.

Tutte queste attività fanno capo al Community Manager, una figura tra il marketing, il Project Manager ed il SEO. Una specie di factotum, insomma, il coltellino svizzero del Web 2.0.

Cosa fa un Community Manager?

Il Community Manager si occupa di:

Marketing su internet e marketing non convenzionale
Web 2.0 e attività sui social media (Pubbliche Relazioni)
Supporto ai clienti ed ai partners
Brand (reputazione, comunicazione, consolidamento)

Ma a chi serve un Community Manager?

A tutti coloro che hanno intenzione di “vivere” (e non subire) internet ed in particolare il web 2.0.
Per capire se vi serve un Community Manager è sufficiente capire se volete:
– Diffondere il vostro marchio oltre la “search box di eBay” (scavalcare la competizione basata esclusivamente sul prezzo)
– “Umanizzare” la vostra azienda agli occhi dei vostri clienti (avete presente Giovanni Rana?)
– Dialogare coi vostri clienti e partner (in modo bidirezionale, e non a senso unico)
– Rafforzare il legame con i vostri clienti
– Identificare e raccogliere gli appassionati del vostro prodotto o marchio (ultimamente non vi sarà certo sfuggita l’attività di FIAT)
– Fornire nuove prospettive e mercati all’azienda
– Migliorare il lavoro di squadra e rafforzare il senso di appartenenza dei vostri impiegati

Come deve essere il vostro Community Manager?

– Deve avere una particolare predisposizione per le pubbliche relazioni
– Capacità di lavoro in team su progetti eterogenei
– Capacità organizzative e di gestione di progetti (Project Management)
– Capacità di leadership
– Conoscenza approfondita di tutti gli strumenti del web 2.0
– Creatività e capacità di stimolare la creatività nel gruppo
– Capacità di valorizzare gli altri
– Passione. Per il brand, per il prodotto, per il proprio lavoro
– Passione virale. Capacità di trasmettere passione

L’inquadramento professionale

Il Community Manager è un MANAGER a tutti gli effetti e la posizione dovrebbe essere equiparata perlomeno a quella di un Direttore Commerciale. Non abbiate la pretesa di trovare un Community Manager in “apprendistato”. Gli skills necessari sono di alto livello e non si improvvisano.

Il Community Manager a “ore”.

Nonostante quello del Community Manager sia un ruolo chiave (come quello del vostro Direttore Commerciale o Marketing), inizialmente potreste pensare di affidarvi a consulenti esterni o a contratti part-time.

L’impatto del Community Manager in azienda

Introdurre un Community Manager in azienda equivale a portare un grosso cambiamento ed un’innovazione nella gestione di molti processi. L’azienda che sente l’esigenza del Community Manager è un’azienda 2.0.
Per affrontare il Web 2.0 e trarne tutti i profitti che questo può offrirci è necessario essere in grado di affrontare il cambiamento. Community Manager ed Enterprise 2.0 vanno a braccetto. Sono due concetti che appartengono allo stesso dominio, e come tali condividono diverse “sinapsi” (apertura, bottom-up, mash-up, valorizzazione delle persone, comunicazione e conversazione, social tagging, ecc..).

E’ fondamentale che il Community Manager abbia tutto l’appoggio e la fiducia della Direzione. Fiducia e rispetto reciproco sono le basi di un rapporto solido destinato a crescere e produrre profitti per l’impresa.
Teniamo sempre presente che il CM diventerà ben presto uno strumento di innovazione e cambiamento per l’impresa, sarà colui in grado di cogliere meglio di altri le richieste e le esigenze dei nostri clienti e del nostro mercato, così come di scoprire nuovi mercati o nuove opportunità di business anche poco convenzionali (avete mai pensato all’open source anche per prodotti fisici?)

Community Manager: Costo o investimento?

E’ un po’ come dire: Marketing, costo o investimento?
Il ruolo del Community Manager è in grado di proiettare l’azienda su nuovi paradigmi, aggiungendo una nuova dimensione al vostro business.
L’Enterprise 2.0 può concretizzarsi anche nel ruolo del Community Manager e produrre risultati difficilmente immaginabili in un contesto che non ne contempli l’introduzione.

Secondo voi, si può fare Enterprise 2.0 senza il ruolo del Community Manager?

2 Comments

Un nuovo ruolo in azienda: il Community Manager

  1. Ciao GianAngelo,
    assolutamente si, banalmente perchè l'Enterprise 2.0 non coincide con gli ambienti di community. Mentre un wiki può essere considerato comunque un oggetto che agisce su relazioni informali ed un'identità associata ai partecipanti, lo stesso non può dirsi di modalità di intervento decisamente più loosely coupled, più basate sull'aggregazione dellìintelligenza collettiva che sulla collaboration. Pensiamo per un momento al social bookmarking o ai processi di open innovation o ancora ai prediction market.

    Dove non c'è community da coltivare, non serve necessariamente più un community manager.

  2. Ciao GianAngelo,
    assolutamente si, banalmente perchè l'Enterprise 2.0 non coincide con gli ambienti di community. Mentre un wiki può essere considerato comunque un oggetto che agisce su relazioni informali ed un'identità associata ai partecipanti, lo stesso non può dirsi di modalità di intervento decisamente più loosely coupled, più basate sull'aggregazione dellìintelligenza collettiva che sulla collaboration. Pensiamo per un momento al social bookmarking o ai processi di open innovation o ancora ai prediction market.

    Dove non c'è community da coltivare, non serve necessariamente più un community manager.

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