Io stò scherzando, naturalmente.
Ma c’è chi non lo fa e forse un (brutto) giorno ci ritroveremo a leggere cose come quelle pubblicizzate in questa mia finta locandina.

Molti ancora si stanno chiedendo cosa sia il web2.0, che già si parla di web3.0. Quanto manca al 4.0?
Il web stà diventando un “prodotto software” soggetto al versioning come tanti altri?
Avremo una versione 3.0 beta 1?
Conviene investire nel web2.0, quando il 3.0 è già alle porte?

Che confusione! Meglio aspettare?
Si chiederanno molti imprenditori.

Il fatto è che il versioning del web non ha nulla a che fare col versioning del software. Si tratta di una similitudine che indica un cambiamento di paradigma e non un aggiornamento del prodotto digitale (o software).
Windows 3.0 è stato utilizzato allo stesso modo in cui oggi utilizziamo Windows Vista, o Linux, o Mac. Firefox 1, 2 e 3 vengono utilizzati esattamente allo stesso modo, anche se hanno funzionalità ed interfaccia grafica diverse.

Quando invece si parla di web, le differenze tra 1.0 e 2.0 sono legate a profondi cambiamenti nelle modalità di utilizzo di internet. A tal proposito vi invito a rileggere questo mio post.
Il web 2.0 non è fatto di grafica accattivante e icone stile iPhone, ma di persone.
E’ questo il vero cambiamento, non le migliorie dal punto di vista estetico.
Il cambiamento stà nel fatto che io potrei scrivere questo post anche se non fossi un addetto ai lavori, sta nel fatto che voi potete scrivere un’altro post sul vostro blog rispondendo a questo, e che qualcun’altro può rispondere ad entrambi commentando ed esprimendo la propria opinione.
Il cambiamento stà nel fatto che questo post finirà indicizzato in diversi motori di ricerca, aggregatori di news, sarà inviato via e-mail, “twitterato”, digerito da LIQUIDA e WIKIO, riversato sui desktop di qualche lettore e mostrato in una piccola finestra del loro widget preferito.
Il cambiamento stà nel fatto che leggendo questo post qualcuno potrebbe sentirsi “ispirato”, potrebbe cogliere l’intuizione per una nuova discussione o focalizzare meglio un’idea che da tempo gli “ronzava” (sul ronzio ci ritorneremo) in testa.

Le persone partecipano, si esprimono, si connettono le une con le altre, chiedono e ottengono risposta, rispondono e ottengono reputazione, si confrontano, apprendono ed insegnano. E tutto questo lo fanno da sempre, ma oggi con internet lo fanno meglio, piu’ in fretta e scavalcando gli status quo. Questo è il cambiamento che ha portato O’Reilly a definire il web di oggi come WEB 2.0.

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