Internet, vitamine per il nostro cervello collettivo.

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Sta emergendo un nuovo tipo di intelligenza, l’Intelligenza Collettiva.
Uno sciame d’api, per esempio, quando si muove sembra governato da una sorta di “cervello” condiviso o Intelligenza Collettiva.

L’Intelligenza Collettiva è un modo particolare di funzionamento dell’intelligenza che, superando il pensiero di gruppo (e le relative tendenze conformiste) ed il cognitivismo individuale, consente alla collettività di cooperare mantenendo un livello di prestazioni intellettuali affidabile.
Vale a dire che in genere le folle sono poco affidabili, conformiste e con una spiccata tendenza al livellamento verso il basso. Piu’ che di Intelligenza Collettiva, nel caso delle folle si può parlare di Stupidità Collettiva (avete presente uno stadio?).

L’Intelligenza Collettiva, invece, favorisce la cooperazione con prestazioni affidabili (avete presente Wikipedia?).
Benchè il concetto di Intelligenza Collettiva possa sembrare complesso e poco attinente al nostro quotidiano, in realtà lo sperimentiamo molto piu’ spesso di quanto si possa immaginare. Al MIT, che hanno fondi e ricercatori, stanno prendendo la cosa molto sul serio già da qualche anno. Nel 2006 Thomas Malone ed alcuni colleghi hanno fondato il CCI, ovvero il Center for Collective Intelligence (nel 2006 si inizia a parlare anche di Enterprise 2.0).

Come possono uomini e computers essere connessi in modo che assieme agiscano piu’ intelligentemente di quanto non sia in grado di fare ogni singolo essere umano o computer?

Questo si chiedono al CCI. Benchè da decenni si parli di Intelligenza Collettiva, oggi proprio grazie ad internet la questione sembra diventare piu’ concreta. Milioni di persone possono condividere informazioni, idee e scambiarsi esperienze. La collaborazione assume nuove forme ed i risultati raccolti nel lavoro di squadra superano di gran lunga quelli dei singoli individui (vi ricorda qualcosa il genoma umano?).

Le nuove tecnologie stanno realmente cambiando il modo di lavore insieme?

Oppure il web 2.0, l’enterprise 2.0, le reti collaborative ed il crowdsourcing sono solo chimere, miraggi illusori o utopie di pochi smanettoni un po’ fissati?
Può l’umanità evolvere verso una capacità superiore di risolvere i problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l’innovazione?
Oppure siamo destinati all’esilio delle menti nell’individualismo cognitivo?

Internet ha cambiato qualcosa. Un problema molto complesso può essere risolto da milioni di computer che lavorano in tandem e suddiviso tra diversi colleghi che collaborano in tempo reale da un capo all’altro del pianeta. Linux è nato proprio così.

OpenWetWare è un wiki che contiene milioni di informazioni su materiali, protocolli per esperimenti biologici, schemi, e risultati sperimentali. Ci sono oltre 7.000 persone tra ricercatori e scienziati di tutto il mondo che collaborano attivamente su oltre 13.000 pagine di contenuti. OpenWetWare è la Wikipedia della biologia.
Seguendo il modello tradizionale del progresso scientifico possono passare dai 6 ai 12 mesi (tra pubblicazioni e discussioni) prima che uno scienziato venga a conoscenza delle scoperte di un collega. Con OpenWetWare il tempo massimo è di 6-12 minuti.

Internet,  l’Intelligenza Collettiva e la collaborazione possono salvare l’ecologia del pianeta, possono curare malattie terribili e persino inventare il teletrasporto.
Ma possono fare anche molto meno e servire fini un po’ meno universali e lontani dal nostro quotidiano: possono salvare le nostre imprese.

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