– 43% di disoccupazione giovanile equivale a “rimbocchiamoci le maniche e facciamo impresa”
– Abbiamo tasse da paura e leggi sul lavoro da post-rivoluzione-industriale. Chi vogliamo fregare? Siamo l’anti-business d’Europa
– Ecosistema tecno-che?
– Tutti alle prime armi, novellini. Chi ha fatto la exit, raramente ci riprova.
– Poca esperienza e cultura imprenditoriale. Fare un ottimo prodotto non vuol dire fare un’ottima impresa
– Se sbagli sei fregato. Da noi non c’è cultura del fallimento, che ha solo accezioni negative.
– Gli investitori hanno i riflessi di un bradipo e ti fanno perdere tempo.

Ecco il perché.

E’ vero, a leggere in giro e ad ascoltare i vari media sembra di vivere nel paradiso delle startup, a parole.
In proporzione, produciamo il triplo di startup della silicon valley.

Si fanno eventi, ci sono incubatori, investitori “itagliani” e si parla usando inglesismi che ci fanno sentire in Silicon Valley.
Purtroppo è solo una sensazione, e tutto si ferma lì, al credere di essere in Silicon Valley.

Perché purtroppo alle nostre startup, manca il terreno su cui crescere e la cultura per concimarle (tecnica ed imprenditoriale).

Prendo spunto dall’articolo di Armando Biondi comparso su VentureBeat.
L’articolo di Armando Biondi è molto chiaro e ritrae in modo veritiero quello che è l’ecosistema startup Italiano.

Le cose stanno proprio così:
– 43% di disoccupazione giovanile equivale a “rimbocchiamoci le maniche e facciamo impresa”
– Abbiamo tasse da paura e leggi sul lavoro da post-rivoluzione-industriale. Chi vogliamo fregare? Siamo l’anti-business d’Europa
– Ecosistema tecno-che?
– Tutti alle prime armi, novellini. Chi ha fatto la exit, raramente ci riprova.
– Poca esperienza e cultura imprenditoriale. Fare un ottimo prodotto non vuol dire fare un’ottima impresa
– Se sbagli sei fregato. Da noi non c’è cultura del fallimento, che ha solo accezioni negative.
– Gli investitori hanno i riflessi di un bradipo e ti fanno perdere tempo.
– Gli investitori non hanno una rete internazionale. Solo chiacchiere.
– Gli investitori sono ingordi, e chi troppo vuole….

Ok, scusate, ho riassunto in modo drastico e condito con un po’ di astio che purtroppo ho raccolto nel corso di questi anni.
Però la situazione è questa. Molti incubatori ti chiedono il sangue ancora prima di partire, gli Angel devi rincorrerli per i corridoi o aspettarli fuori dal bagno alle convention, la rete d’impresa in Italia ha il profumo antico dei viaggi di Marco Polo ed è veramente difficile mettere assieme un team con esperienze eterogenee.

Però siamo un popolo di talentuosi, affidabili, con buon gusto e senso del bello, oltre che “fottutamente” (scusate l’inglesismo) a buon mercato e fedeli.
Per cui? Ognuno tiri le somme e tragga le sue conclusioni.

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Categories: corporate 2.0

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