Mi rendo conto che oggi, cercare di capire cosa sia il Web 2.0 (o l’Enterprise 2.0), non sia cosa tra le piu’ semplici. Vuoi per il fatto che non si può essere informati sempre su tutto, vuoi perchè ormai la rete ha metabolizzato le “buzz word” del momento (Web 2.0 ed Enterprise 2.0) e produce tonnellate di informazioni piu’ o meno chiare.
Fatto stà che il fenomeno è realmente degno di nota, e per questo motivo vi propongo il mio punto di “svista” sull’argomento sotto forma di F.A.Q.

  1. Internet è il Web 2.0?
    No, non tutto Internet è Web 2.0. Ma il Web 2.0 è parte di internet.
    Internet non ha ne anima ne intelligenza, è solo uno strumento stupido basato su certe tecnologie stupide.
    L’unico scopo di internet è quello di connettere le informazioni tramite iperlink.
  2. Ma allora cos’è il Web 2.0?
    Il termine è stato coniato per descrivere e rendere piu’ chiaro il cambiamento che stava avvenendo nel modo di utilizzare internet.
    Nuove applicazioni e tecnologie hanno consentito alle persone comuni (non addetti ai lavori) di partecipare alla creazione di contenuti da pubblicare su internet.
  3. Allora, il Web 2.0 sono le persone?
    Sì, sono le persone. Persone che si ritrovano in comunità virtuali, che condividono opinioni, informazioni, che discutono dei loro gusti personali, dei loro interessi, che si mettono in mostra o anche semplicemente ascoltano e osservano.
    eBay, YouTube, Ning, LinkedIn, Orkut, Hi5, e molti altri, sono diventati un punto di incontro in grado di soddisfare i bisogni piu’ disparati di milioni di utenti.
    Che si tratti di acquisti, socializzazione, collaborazione o condivisione, i nuovi protagonisti sono i “social network”.
  4. eBay? Ma eBay non è un sito per il commercio elettronico?
    Niente affatto. eBay è un social network, fondato sulla reputazione dei suoi partecipanti, per la vendita all’asta di prodotti on-line.
    E’ proprio la “reputazione” dei suoi partecipanti, il vero successo di eBay.
    eBay ha 195 milioni di utenti, e raggiunge un target inimmaginabile fino a pochi anni fa, quando ancora non esisteva.
    eBay ha capito che il suo successo è legato alla gestione della reputazione, e da qualche mese ha cambiato le politiche di rating: ora basta un solo feedback negativo per compromettere la posizione di un venditore. I venditori sono insorti ed hanno minacciato di boicottare la piattaforma, ma eBay è stato inflessibile.
    Non è solo il prezzo a fare la differenza per chi acquista, eBay l’ha capito.
    Il rischio era che eBay diventasse un bazaar nel quale l’unico metro di misura fosse il prezzo. Presto molti venditori l’avrebbero abbandonato, per evitare la corsa al centesimo, e lo stesso avrebbero fatto molti acquirenti, incerti dell’affidabilità dei venditori stessi (voi comprereste da un venditore cinese con zero feedback o qualche feedback negativo?)
  5. Cosè la “reputazione” su internet?
    La reputazione è ciò che gli altri dicono di noi. La reputazione su internet si costruisce facendo comunicazione su internet, facendo in modo che si parli di noi, parlando di noi a platee interessate a quello che abbiamo da dire.
    Per chi fa commercio elettronico, la reputazione stà diventando il nuovo tormentone.
    Chi ha la miglior reputazione per parlarvi di un certo prodotto, sarà anche colui che ascolterete piu’ attentamente al momento dell’acquisto.
  6. Allora basta scrivere qualche redazionale ed inverstire un po’ su Google per crearsi una reputazione?
    Non basta. La reputazione non si può comprare. Non direttamente. Il posizionamento nei motori di ricerca non è piu’ l’unica leva su cui agire per acquistare una posizione dominante sul web.
    Gli utenti valutano altre fonti, considerate molto piu’ attendibili di un banner a pagamento: gli “esperti” (chi ha già fatto l’esperienza) e i conoscenti.
    Google stesso, come motore di ricerca, ha tutto l’interesse a presentare ai suoi clienti (coloro che fanno ricerche sul web) i risultati che piu’ rispondono alle aspettative.
  7. Io ho una reputazione su internet?
    Sì, tutti abbiamo una reputazione, buona, meno buona o non-reputazione.
    Una buona reputazione è costituita da ciò che si dice di noi, da come noi comunichiamo con i nostri interlocutori.
    Quando la nostra reputazione è composta anche da giudizi negativi, allora può diventare meno buona, ma non esiste una cattiva reputazione a priori.
    Una reputazione non buona può essere anche una non-reputazione.
    Se siamo attori di un mercato, e non si trova traccia di noi, che opinione possono avere i nostri possibili clienti?
    Una non-reputazione è una cattiva reputazione, se confrontata con una reputazione qualunque.
    Essere ignorati su internet, equivale a non esistere affatto.
  8. Come posso convincere gli utenti a parlare bene di me?
    Gli utenti non si controllano in alcun modo, devono essere coinvolti.
    Un utente coinvolto è un utente gratificato, che contribuirà alla nostra buona reputazione su internet.
  9. Un bel sito internet è sufficiente alla mia buona reputazione sul web?
    Il sito istituzionale ha lo stesso effetto di un cartello stradale con indicazioni commerciali.
    Fa capire che esistiamo, ma non è piu’ efficace del nominativo posto sulle pagine gialle.
    Oggi nessuno valuta positivamente la comunicazione istituzionale, quella del brand.
    Chi deve acquistare un prodotto non ascolta il venditore (che è, per forza di cose, di parte), ma preferisce chiedere in giro, informarsi con amici e conoscenti, capire di piu’ da chi ha già acquistato quel prodotto, da chi ha già fatto quell’esperienza.
    Chi deve acquistare un nuovo prodotto si informa su quale sia il produttore con la miglior reputazione.
  10. Ma allora internet può diventare un problema?
    Mai, solo un’opportunità.
    Il problema nasce solo se la concorrenza è piu’ forte di noi, e riesce ad avere una reputazione web migliore della nostra. Solo allora, nel confronto, risulteremmo svantaggiati.
    Internet, il Web 2.0 e l’Enterprise 2.0, ci stanno offrendo un’immensa serie di opportunità.
    Per saperle cogliere è sufficiente saperle riconoscere ed allungare la mano.

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